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Cavalleria (storia romana)
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La mwbwcavalleria romana (composta da mwcacavalieri, ovvero mwcqmwcgequites in mwcwlatino) era un corpo dell'mwdaesercito romano reclutato fin dai tempi di mwdqRomolo tra la mwdgcittadinanza romana, in seguito tra i mwdwsocii mwealatini e poi tra i mweqprovinciali (mwegauxiliari).

Contents

Note

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Storia ed evoluzione

Prima età regia (753-616 a.C.)

Secondo la tradizione fu mwgwRomolo a creare il primo contingente militare della città di mwhaRoma: la mwhqlegione romanacite-ref-livioviii-8-3-1-0[1]. Questa era formato da 3.000 fanti e 300 cavalieri, scelti tra la popolazione.cite-ref-plutarco13-1-2-0[2]

I 3.000 fanti (mwmgpedites) e 300 cavalieri (mwmwmwnaequites) erano arruolati dalle tre mwnqtribù che formavano la primitiva popolazione di mwngRoma: i mwnwmwoaTities, i mwoqmwogRamnes ed i mwowmwpaLuceres. In epoca regia era formata da cittadini compresi tra i 17 ed i 46 anni, in grado di potersi permettere il costo dell'armamento.cite-ref-3[3] Come la prima classe (formata da 80 mwqqcenturie di fanteria,cite-ref-dionigi4-16-2-5-4-0[4]), anche i cavalieri, dovevano disporre di un reddito di più di 100.000 mwrgassi. Il loro armamento consisteva in un mwrwelmo, uno mwsascudo rotondo (mwsqmwsgclipeus) in bronzo, oltre ad una mwswlancia leggera ed una spada.cite-ref-5[5] Secondo mwuaPolibio non avevano invece una corazza, bensì una semplice mwuqtrabea,cite-ref-polibiovi-25-3-6-0[6] per cui era facile e comodo salire e scendere da cavallo, ma negli scontri correvano grossi rischi poiché combattevano praticamente nudi.cite-ref-polibiovi-25-4-7-0[7]

Nella disposizione tattica dell'mwwwesercito, la cavalleria era inserita ai lati della mwxafanteria legionaria, ed i suoi squadroni erano alle dipendenze di un mwxqmwxgtribunus celerum,cite-ref-8[8]cite-ref-defrancisci57-9-0[9] sotto il diretto comando dello stesso mwzwmwaaRex.cite-ref-10[10]

Si racconta che sempre mwbgRomolo, quando la mwbwcittà quadrata si ingrandì e ai Romani si unirono i mwcqSabini, decise di raddoppiare le sue truppe in 6000 fanti e 600 cavalieri.cite-ref-plutarco20-1-11-0[11] E da ultimo sembra che mwdgRomolo costituì una guardia personale di ulteriori trecento cavalieri chiamata mwdwmweaCelerescite-ref-plutarco26-2-12-0[12]cite-ref-livio1-15-13-0[13] (eliminata poi da mwgqNuma Pompiliocite-ref-14[14]), similmente a quanto fece oltre settecento anni più tardi mwhgAugusto con la creazione della mwhwguardia pretoriana a difesa del mwiamwiqPrinceps.

I Tarquinii (616-509 a.C.)

Con l'occupazione di Roma da parte degli mwjgEtruschi, si narra che mwjwTarquinio Prisco, quinto re di Roma, riformò la mwkaclasse dei cavalieri. Egli decise, infatti, di raddoppiare il numero delle tribù fino ad allora in numero di tre: mwkqmwkgRamnes, mwkwmwlaTities e mwlqmwlgLuceres e di aggiungerne altre tre, a cui diede un differente denominazionecite-ref-livioi-36-2-15-0[15]. Queste ultime furono chiamate mwmwposteriorescite-ref-livioi-36-6-8-16-0[16] o mwoamwoqsex suffragiacite-ref-17[17], ed erano costituite da ulteriori 600 cavalieri.cite-ref-livioi-36-6-8-16-1[16] Questa riforma per il De Francisci potrebbe essere stata apportata da Tarquinio Prisco o dal successore mwqgServio Tullio.cite-ref-defrancisci57-9-1[9]

La mwsariforma successiva apportata da Servio Tullio, oltre a coinvolgere la fanteria, riguardò anche la cavalleria, dove dispose di reclutare gli mwsqequites oltre alle precedenti 6 centurie dal fiore dell'aristocrazia cittadina (che potrebbero coincidere con quelle formate da mwsgTarquinio Prisco e riconducibili ai mwswmwtasex suffragiacite-ref-18[18]), altre 12 centurie: per un totale 18 centurie.cite-ref-19[19] Secondo il De Francisci, la cavalleria venne organizzata non più in mwvqcenturiae, ma in mwvgturmae.cite-ref-defrancisci58-20-0[20]

Per l'acquisto dei cavalli l'mwxaerario stabilì, inoltre, lo stanziamento annuo di 10.000 assi a mwxqcenturia, mentre sancì che fossero le donne non sposate a pagarne il mantenimento degli stessi con 2.000 assi annui a centuria. Tale costo fu più tardi trasferito alle classi più ricche.cite-ref-21[21]

In sostanza l'esercito mwywserviano contava ora di 1.800 cavalieri e 17.000 fanti potenzialmente atti alle armi (suddivisi in 5 classi ed in 170 centurie) oltre ad alcune unità speciali per un totale di 193 centurie.cite-ref-referencea-22-0[22] Si trattava di 2 compagini legionarie, una utilizzata per difendere la città e l'altra per compiere campagne militari esterne.cite-ref-connollygreece95-23-0[23]

Prima età repubblicana (509-264 a.C.)

Attorno alla metà del mw6aIV secolo a.C., durante la mw6qguerra latina, le mw6glegioni erano composte fino ad un massimo di 5.000 fanti e sempre 300 mw6wcavalieri.cite-ref-livioviii8-14-25-0[25] mw8aPolibio nel suo VI libro delle mw8qmw8gStorie descrive, inoltre, il fatto che almeno al principio della mw8wseconda guerra punica (mw9a218-mw9q202 a.C.) i mw9gcittadini romani erano obbligati a prestare servizio militare, entro il quarantaseiesimo anno di età, per almeno 10 anni i mw9wcavalieri e 16 anni per i fanti (o anche 20 in caso di pericolo straordinario).cite-ref-polibiovi-19-1-2-26-0[26]

La funzione tattica della mw-qcavalleria legionaria di epoca regia e di inizio Repubblica, si basava sulla mobilità e aveva compiti di avanguardia ed esplorazione, di scorta, nonché per azioni di disturbo o di inseguimento al termine della mw-gbattaglia, o infine per spostarsi rapidamente sul campo di battaglia e prestare soccorso a reparti di fanteria in difficoltà.cite-ref-cascarinoi-71-27-0[27] I cavalieri usavano briglie e morsi, ma le staffe e la sella erano sconosciuti: non è quindi ipotizzabile una cavalleria "da urto". Quei cavalieri che, nelle stele funerarie appaiono armati di lancia e spada, protetti da un elmo, magari con scudo e piastra pettorale, erano molto probabilmente una sorta di fanteria oplitica mobile. mwaqmTito Livio racconta che ancora nel mwaqq499 a.C., il mwaqudittatore mwaqyAulo Postumio Albo Regillense, ordinò ai cavalieri di scendere dai cavalli ed aiutare la fanteria contro quella dei mwaqcLatini in prima linea.cite-ref-28[28]

(latino)

«Dicto paruere; desiliunt ex equis, provolant in primum et pro antesignanis parmas obiciunt. Recepit extemplo animum pedestris acies, postquam iuventutis proceres aequato genere pugnae secum partem periculi sustinentes vidit.»

(italiano)

«Essi obbedirono all'ordine; balzati da cavallo volarono nelle prime file e andarono a porre i loro piccoli scudi davanti ai portatori di insegne. Questo ridiede morale ai fanti, perché vedevano i giovani della nobiltà combattere come loro e condividere i pericoli. I Latini dovettero retrocedere e il loro schieramento dovette ripiegare.»


Si trattava delle fasi conclusive della mwaq8battaglia del lago Regillo. I cavalieri romani risalirono, infine, sui loro destrieri e si diedero ad inseguire i nemici in fuga. La fanteria tenne dietro. Venne conquistato il campo latino.

Media età repubblicana (264-146 a.C.)

Ogni legione era formata da 4.200 fanti (portati fino a 5.000, in caso di massimo pericolo) e da 300 mwarycavalieri.cite-ref-polibiovi-20-8-9-29-0[29] Questi ultimi erano divisi in dieci squadroni, a capo di ognuno dei quali erano posti tre comandanti. Il primo ufficiale comandava lo squadrone di trenta elementi, mentre gli altri due svolgevano la funzione di mwarsdecadarchi, e tutti e tre erano chiamati mwar0decurioni. In caso di assenza del più alto in grado, gli succedeva il secondo e poi il terzo.cite-ref-30[30]

L'mwasmarmatura dei cavalieri era simile a quella dei mwasqGreci,cite-ref-polibiovi-25-3-6-1[6] mentre lo scudo di pelle di bue (di scarsa consistenza),cite-ref-polibiovi-25-7-31-0[31] fu abbandonato a vantaggio di quello greco (mwas0oplon), assai più solido e saldo, utile sia contro attacchi da lontano, sia contro assalti da vicino.cite-ref-polibiovi-25-10-32-0[32] E pure la lancia, che in tempi più antichi era sottile e fragile, quindi di scarsa utilità poiché spesso si spezzava,cite-ref-polibiovi-25-5-6-33-0[33] fu sostituita con una di tipo greco, robusta e rigida, che se la si capovolgeva, ugualmente preciso ed efficace era l'uso del puntale.cite-ref-polibiovi-25-9-34-0[34]

Le unità alleate di mwatsmwatwsocii (ovvero le mwat0mwat4Alae, poiché erano poste alle "ali" dello schieramento) erano costituite, invece di un numero pari di fanti, ma superiori di tre volte nei cavalieri (900 per unità).cite-ref-polibiovi-26-7-35-0[35] Sappiamo, inoltre, sempre da mwaumPolibio, che se ai cavalieri romani erano date razioni mensili per sette mwauqmedimni di orzo e due di grano (che il mwauuquestore detraeva poi dallo mwauymwaucstipendium), agli alleati (mwaugsocii) invece erano dati gratuitamente un medimno ed un terzo di frumento e cinque di orzo al mese.cite-ref-polibiovi-39-13-15-36-0[36]

La grande capacità tattica di mwavsAnnibale aveva messo in crisi l'esercito romano. Le sue manovre imprevedibili, repentine, affidate soprattutto alle mwavwali di cavalleria cartaginese e numidica, avevano distrutto numerosi eserciti romani accorrenti, anche se superiori nel numero dei loro componenti,cite-ref-livioxxi47-1-38-0[38] come era avvenuto soprattutto nella mwawebattaglia di Canne dove perirono 50.000 mwawiRomani.cite-ref-dixon-southern21-39-0[39] Questo portò ad una rielaborazione della tattica legionaria, ma soprattutto all'impiego di contingenti di cavalleria di regni alleati, come avvenne con mwawcScipione Africano nella mwawgbattaglia di Zama del mwawk202 a.C., dove l'mwawoesercito romano (unitamente a 4.000 cavalieri alleati mwawsnumidi, comandati da mwawwMassinissa) riuscì a battere in modo definitivo le forze mwaw0cartaginesi di mwaw4Annibale.cite-ref-dixon-southern21-39-1[39]

Tarda età repubblicana (146-31 a.C.)

Verso la fine del mwax4II secolo a.C. Roma si era trovata coinvolta in una mwax8guerra in mwayaNumidia dove, per la mancanza di attrattiva di qualsiasi genere, era quasi impossibile reperire nuove reclute. Da questa premessa il console di quell'anno, mwayeGaio Mario, decise di aprire le legioni a chiunque.cite-ref-40[40] Era ora la mwayyRepubblica ad assumersi l'onere di equipaggiare e rifornire le truppe legionarie, permettendo a tutti, compresi i nullatenenti, di arruolarsi. Si trattava della prima forma di un esercito di professionisti dove, era abolita sia la coscrizione per censo, e forse la stessa cavalleria legionaria,cite-ref-dixon-southern22-41-0[41] sostituita con speciali corpi di mwaystruppe ausiliarie o alleate, a supporto e complemento della nuova mwaywunità legionaria.cite-ref-dobson214-42-0[42]

Anche mwaziGaio Giulio Cesare, nel corso della mwazmconquista della Gallia, apportò alcune modifiche al reparto in questione. Egli introdusse un mwazqmwazucursus honorum per il centurionato, che si basasse sui meriti del singolo individuo, a seguito di gesti di particolare eroismo, alcuni legionari erano promossi ai mwazyprimi ordines, dove al vertice si trovava il mwazcmwazgprimus pilus di legione. Ma poteva anche avvenire che un mwazkprimus pilus venisse promosso a mwazomwazstribunum militum. Il merito permetteva così, anche ai militari di umili origini, di poter accedere all'mwazwordine Equestre. Si andava indebolendo, pertanto, la discriminazione tra ufficiali e sottufficiali, e si rafforzava lo spirito di gruppo e la professionalità delle unitàcite-ref-43[43].

Il costante contatto con il mondo dei mwaacCelti e dei mwaagGermani lo indusse a rivalutare il corpo della cavalleria, tanto che ne fece un impiego crescente negli anni, reintroducendo unità di cavalleria permanente accanto alla fanteria delle mwaaklegioni ed a quella ausiliaria. Reclutò tra le sue file soprattutto mwaaoGallicite-ref-44[44] e mwaa8Germani, inquadrando queste nuove unità sotto mwabadecurioni romani, con grado pari a quello dei mwabecenturioni legionari. L'equipaggiamento dei cavalieri era costituito da un mwabisago, una cotta di maglia in ferro, l'elmo e probabilmente uno mwabmscudo rotondo. La sella era di tipo gallico, con quattro pomi, ma senza staffe. I cavalli erano probabilmente ferrati come da tradizione gallica. Come armi da offesa portavano il mwabqgladio e il mwabupilum, o un'asta più pesante detta mwabycontuscite-ref-45[45].

Da questi accorgimenti nacque anche l'importante innovazione tattica del primo prototipo di mwabwcoorti equitate, costituite da corpi di cavalleria misti a quelli di fanteria, sull'esempio del modo di combattere di molte tribù mwab0germaniche, tra cui i mwab4Sigambri. Esse furono utilizzate da Cesare con continuità a partire dall'mwab8assedio finale di Alesiacite-ref-cesare7-65-46-0[46]. In questa unità tattica, dove a ciascun cavaliere era abbinato un uomo a piedi, si combinavano i vantaggi della cavalleria con quelli della fanteria, permettendo a queste due tipologie di armati di completarsi vicendevolmente e proteggersi in modo più efficacecite-ref-47[47]

mwackAppiano di Alessandria ci racconta che durante la mwacoguerra civile romana, poco prima dello mwacsscontro decisivo di Filippi del mwacw42 a.C., mwac0Marco Giunio Bruto disponeva di 4.000 cavalieri tra mwac4Galli e mwac8Lusitani, oltre a 2.000 mwadatraci, mwadeillirici, mwadiparti e mwadmtessali; mentre l'alleato mwadqGaio Cassio Longino di altri 4.000 arcieri a cavallo tra mwaduArabi, mwadyMedi e mwadcParti.cite-ref-48[48]

La riforma augustea (30 a.C.-14 d.C.)

La cavalleria ausiliaria (formata da mwaeyprovinciali e alleati, i cosiddetti mwaecmwaegperegrini) della mwaekriforma augustea costituì il degno completamento tattico e strategico alla fanteria delle mwaeolegioni (formate da mwaescittadini romani), diventando uno strumento permanente nell'intero ordinamento militare dell'mwaewesercito romano.cite-ref-dixon-southern22-41-1[41] Erano formate da unità altamente specializzate, arruolate in aree territoriali di antiche tradizioni. Si trattava di reparti di cavalleria:

• "pesante", come gli mwafmmwafqequites cataphractarii o mwafumwafyequites clibanarii (di origine orientale o sarmata, a partire dai principati di mwafcTraiano ed mwafgAdriano; mwafkvedi sotto), dotati di una lunga e pesante lancia, chiamata mwafomwafscontus (usata normalmente con l'ausilio di entrambe le mani, poiché a volte raggiungeva i 3,65 metri di lunghezzacite-ref-field10-49-0[49]), oltre al fatto di essere interamente rivestiti di una maglia di metallo, cavaliere e cavallo (chiamata mwagamwagelorica squamata, formata da "scaglie" di metallo; o mwagimwagmlorica hamata, fatta invece da anelli del diametro di 3-9 mwagqmmcite-ref-50[50]);
• "leggera", come quella mwagonumida o mwagsmaura, dotata di un piccolo mwagwscudo rotondo (mwag0mwag4clipeus), una mwag8mwahaspatha che a volte raggiungeva i 90mwahe cmcite-ref-field15-16-51-0[51] (certamente più lunga rispetto al mwahymwahcgladio del mwahglegionario), una mwahkmwaholancea più leggera (normalmente lunga 1,8 metricite-ref-field15-16-51-1[51]) ed in alcuni casi un'armatura (mwah8lorica hamata o mwaiasquamata);
• mwaiisagittaria, come gli arcieri orientalicite-ref-52[52] o quelli mwaicTracicite-ref-53[53] a cavallo;
• ed infine "mista", come le mwai0coorti equitate.

In origine queste popolazioni venivano arruolate localmente lungo le frontiere perché, conoscendo bene i luoghi, potevano difenderne meglio di chiunque altro i confini. Erano inoltre affidate al comando di un re o principe cliente nativo del posto (il mwai8mwajapraefectus equitum citato dallo stesso Cesarecite-ref-54[54]),cite-ref-cheesman23-25-55-0[55] almeno fino alla seconda metà del mwajkI secolo, quando furono poi sottoposte ad un mwajomwajspraefectus alae o ad un mwajwmwaj0praefectus cohortis equitatae dell'mwaj4ordine equestre.cite-ref-dixon-southern22-41-2[41]cite-ref-cheesman23-25-55-1[55]

Con il passare del tempo, però, furono inviate ovunque lungo i mwakgconfini imperiali, pur conservando le loro caratteristiche di omogeneità etnica, per cui si equipaggiavano e combattevano secondo le loro tradizioni. mwakkVegezio ci racconta che tutti i soldati romani, dai cavalieri ai legionari, erano comunque addestrati a montare a cavallo. L'epoca non è specificata, anche se noi ipotizziamo possa trattarsi degli inizi del periodo imperiale, quando fu reintrodotta la cavalleria legionaria:

«Non soltanto alle reclute, ma anche ai soldati di professione è sempre stata richiesta la capacità di montare a cavallo. [...] Cavalli di legno erano predisposti in inverno al coperto [nei

castra stativa

], d'estate nel

castrum

. I giovani dovevano montare inizialmente senza nessuna armatura, fino a quando non avevano sufficiente esperienza, in seguito armati. Ed è così grande la cura che ci mettono che questi non solo imparavano a salire e scendere da destra ma anche da sinistra, tenendo in mano persino le

spade

sguainate e le lance. Si dedicavano a questo esercizio in modo assiduo, poiché nel tumulto della battaglia potevano montare a cavallo senza indugio, visto che si erano esercitati tanto bene nei momenti di tregua.»


I soldati ausiliari prestavano servizio per 25 anni, al termine del quale ricevevano un mwak0diploma militare che ne attestava il congedo (mwak4mwak8honesta missio), oltre ad un premio (in denaro o un appezzamento di terra, quasi fosse una forma di pensione dei giorni nostricite-ref-cheesman34-56-0[56]), la mwalqcittadinanza romana ed il diritto a contrarre matrimonio (mwaluconubium).cite-ref-57[57] La mwalopaga (mwalsmwalwstipendium) per un cavaliere di mwal0ala si aggirava attorno ai 250 mwal4denari, mentre per un cavaliere di mwal8coorte equitata attorno ai 150/200 denari.cite-ref-lebohec283-58-0[58]

Alae quingenarie

Le mwanqalae di cavalleria inizialmente furono solo mwanuquingenarie (composte cioè da 500 armati circa). Erano divise in 16 mwanyturmaecite-ref-igino16-59-0[59] da 32 uominicite-ref-60[60]cite-ref-dixonsouthern23-61-0[61] (comandate ciascuna da 16 mwaomdecurionicite-ref-62[62]), per un totale di 512 cavalieri.cite-ref-arriano18-63-0[63] Fornivano alle legioni truppe di ricognizione e di inseguimento, oltre a costituire elemento d'urto sui fianchi dello schieramento nemico.

Cohors equitatae quingenarie

Le mwapecoorti equitatae erano anch'esse inizialmente solo mwapmquingenarie. Di loro abbiamo notizia fin dal principato di mwapqAugusto, da un'iscrizione rinvenuta a mwapuVenafro nel mwapySannio.cite-ref-64[64] Si caratterizzavano dalle normali coorti ausiliarie per essere unità militari miste. Erano formate da 6 centurie di 80 fanti ciascunacite-ref-igino27-65-0[65] (secondo mwap8Giuseppe Flavio da 6 centurie di 100 fanticite-ref-66[66]) e 4 mwaqqturmae di cavalleria di 32 cavalieri ciascuna,cite-ref-igino27-65-1[65]cite-ref-67[67] per un totale di 480 fanti e 120 cavalieri.cite-ref-igino27-65-2[65] L'origine, come abbiamo visto sopra, risalirebbe al tipico modo di combattere dei mwareGermani, descritto da Cesare nel suo mwariDe bello Gallico.cite-ref-cesare7-65-46-1[46]

Cavalleria legionaria

La cavalleria legionaria, abolita nell'mwarsepoca di Gaio Mario, fu mwarwreintrodotta in modo definitivo da Augusto. Si trattava però di una forza alquanto ridotta, composta di soli 120 cavalieri (comandati da mwar0centurioni, non da mwar4decurioni;cite-ref-lebohec33-68-0[68] dotati di uno scudo più piccolo e rotondo, detto mwasmmwasqparma o mwasumwasyclipeus), come ci racconta mwascGiuseppe Flavio, al tempo della mwasgprima guerra giudaica.cite-ref-69[69]cite-ref-70[70] Potrebbe essere stata, infine, abolita da mwateTraiano.cite-ref-lebohec33-68-1[68] Venne ripristinata nel III secolo e notevolmente rafforzata sotto Gallieno.

Riforma del cursus honorum dell'ordine equestre

mwatsAugusto volle distinguere prima di tutto le carriere superiori dalle inferiori. Egli dettò dei parametri d'avanzamento che comunque, in particolare per l'mwatwordine equestre, videro la loro completa definizione a partire da mwat0Claudio, se non dai mwat4Flavi. In particolare per le carriere militari, Augusto riorganizzò il mwat8mwauacursus honorum del: mwaueprefetto di coorte, mwauitribuno angusticlavio di legione, compreso il triplo tribunato a Roma per il mwaumPrefetto dei vigili, il mwauqPrefetto urbano, il mwauuPrefetto del Pretorio e il mwauyprefetto d'ala.

Alto impero: I e II secolo

Nuove importanti modifiche e formazioni furono aggiunte a partire dai Flavi:

• sotto la mwavidinastia dei Flavi, furono introdotte per prime le unità ausiliarie mwavmmilliariae, ovvero composte da circa 1.000 armaticite-ref-dixonsouthern23-61-1[61]cite-ref-72[72] (create mwavwex novo oppure incrementandone gli armati da una preesistente mwav0quingenariacite-ref-dixonsouthern23-61-2[61]) in tutte le sue tipologie: dalle mwawicohortes peditatae, a quelle mwawmequitatae fino alle mwawqalae di cavalleria (quest'ultima considerata lmwawu'mwawyélite dell'mwawcesercito romanocite-ref-dixonsouthern23-61-3[61]). Le mwawwalae milliariae erano formate, a differenza di quelle mwaw0quingenariae da 24 mwaw4turmaecite-ref-igino16-59-1[59] sempre da 32 uominicite-ref-dixonsouthern24-73-0[73] per un totale di 768 cavalieri. Il comandante di unmwaxc'mwaxgala, che in origine era un principe nativo appartenente alla tribù dell'unità ausiliaria, era stato sostituito con un mwaxkmwaxopraefectus alae dell'mwaxsordine Equestre, che poteva restare in carica per un periodo di 3 o 4 anni, al termine del quale poteva accedere all'mwaxwordine senatoriale.cite-ref-dixonsouthern24-73-1[73] La mwayepaga (mwayistipendium) fu invece aumentata di un quarto, portando così il compenso annuo a 333 mwaymdenari per un cavaliere dmwayq'mwayuala e a 200/266 denari per un cavaliere di mwayycohors equitata.cite-ref-lebohec283-58-1[58]cite-ref-74[74]
• durante le guerre di conquista di mwazaTraiano, fu introdotto l'uso del mwazemwazicontuscite-ref-75[75] (lunga lancia da "mwazccarica", che misurava fino a 3,65 metri di lunghezza) per la cavalleria, oltre ad un primo reparto di cavalieri su mwazgdromedaricite-ref-dixon-southern32-76-0[76]cite-ref-77[77] ed un contingente di mwa0eDaci.
• mwa0mAdriano (mwa0q117-mwa0u138), istituì i cosiddetti mwa0ymwa0cnumeri, che erano reparti ausiliari di entità numerica assai variabile (di fanti o di cavaliericite-ref-78[78]), i quali conservavano le proprie caratteristiche etniche (anche oltre i mwa0wconfini imperiali) e spesso svolgevano compiti specifici.cite-ref-dixon-southern31-79-0[79] Fu, inoltre, il primo a rendere operativa unmwa1e'mwa1iala di cavalieri mwa1mmwa1qcatafrattari (muniti di mwa1umwa1ycontus, ovvero di una pesante e lunga lancia; ricoperti da una pesante maglia di metallo, compresi i loro cavalli), lmwa1c'mwa1gmwa1kAla I Gallorum et Pannoniorum catafractaria, formata da cavalieri mwa1osarmati mwa1sRoxolanicite-ref-80[80] che erano stati sistemati in mwa2aGallia e mwa2ePannonia dopo le guerre condotte contro di loro nel periodo mwa2i107-mwa2m118.cite-ref-field10-49-1[49]cite-ref-81[81]
• Fu mwa20Marco Aurelio ad introdurre nuovi reparti di cavalleria mwa24sarmatica (questa volta degli mwa28Iazigi) durante le mwa3aguerre marcomanniche (nel mwa3e175cite-ref-82[82]).
• mwa3cSettimio Severo (mwa3g193-mwa3k211) fece un utilizzo sempre più frequente ad mwa3ounità ausiliarie di mwa3sarcieri e di cavalieri, soprattutto corazzati come i mwa3wcatafrattari (chiamati mwa30mwa34clibanarii a partire dal regno di mwa38Costanzo IIcite-ref-83[83]), reclutati prevalentemente in Oriente.cite-ref-84[84]

Nuove unita quingenariae e milliariae

La tabella qui sotto riporta la consistenza numerica e la gerarchia interna alle principali unità ausiliarie nel mwa4wII secolo, compresa quella relative alle unità di cavalleria o mista di fanti e cavalieri.

| Tipologia di unità ausiliarie | servizio | comandante | subordinato | N. di sotto-unità | Forza della sotto-unità | Forza dell'Unità |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ala quingenaria | cavalleria | praefectus alae [ 41 ] | decurione | 16 turmae | 30 (32 [ 85 ] ) | 480 (512) |
| Ala milliaria | cavalleria | praefectus alae [ 41 ] | decurione | 24 turmae | 30 (32 [ 85 ] ) | 720 (768) |
| Cohors quingenaria | fanteria | praefectus cohortis [ 86 ] | centurione | 6 centuriae [ 87 ] | 80 | 480 |
| Cohors milliaria | fanteria | tribunus militum [ 88 ] | centurione | 10 centuriae [ 87 ] | 80 | 800 |
| Cohors equitata quingenaria | fanteria e cavalleria | praefectus cohortis equitatae [ 41 ] | centurione (fanti) decurione (cav) | 6 centuriae [ 65 ] 4 turmae [ 65 ] | 80 [ 65 ] 30 [ 65 ] | 600 [ 65 ] (480 fanti [ 65 ] /120 cav. [ 65 ] ) 720 (600 fanti/120 cav.) [ 89 ] |
| Cohors equitata milliaria | fanteria e cavalleria | tribunus militum [ 88 ] | centurione (fanti) decurione (cav.) | 10 centuriae [ 65 ] 8 turmae [ 65 ] | 80 [ 65 ] 30 [ 65 ] | 1.040 [ 65 ] (800 fanti [ 65 ] /240 cav. [ 65 ] ) |

Disposizione degli auxilia lungo i confini imperiali nel II secolo

Ci sono alcune discrepanze su due recenti analisi delle truppe ausiliarie dell'esercito romano, tra Spaul (2000) e Holder (2003), sul numero complessivo di unità presenti lungo il mwbfwlimes romano attorno alla metà del mwbf0II secolo come segue:

| Autore | N. Alae | N. Cohortes | N. totale unità | Totale cavalieri | Totale fanti | Totale effettivi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| J. Spaul (2000) [ 90 ] | 80 | 247 | 327 | 56,160 | 124,640 | 180,800 |
| P. A. Holder (2003) [ 91 ] | 88 | 279 | 367 | 74,624 | 143,200 | 217,624 |

mwbicNOTE: Le forze in campo escludono gli ufficiali (mwbigcenturioni e mwbikdecurioni), che rappresentano una forza di circa 3.500 uomini in totale.

La differenza di 40 unità e circa 40.000 effettivi è dovuta principalmente a:

1. Spaul interpreta alcune unità aventi lo stesso nome e numero, seppure attestate in province differenti nello stesso periodo, come la medesima unità, in un atteggiamento estremamente cauto ed ipotizzando si spostino con una certa frequenza; al contrario Holder le considera unità totalmente differenti e quindi sommabili nel computo complessivo.
2. Spaul accetta come mwbi4coorti equitate solo quelle esplicitamente citate, in un numero complessivo inferiore rispetto a Holder.cite-ref-92[92]

Equites singulares

Gli mwbjgEquites singulares Augusti (letteralmente mwbjkcavalleria personale dell'imperatore) erano un corpo militare composto inizialmente da 500 cavalieri che costituivano la scorta dell'imperatore e ne e garantivano la sua sicurezza durante le mwbjocampagne militari, e facevano parte della mwbjsguardia pretoriana. Il corpo, istituito al tempo della mwbjwdinastia flavia e successivamente rafforzato da mwbj0Traiano, fu sciolto da mwbj4Costantino I dopo la mwbj8battaglia di Ponte Milvio contro mwbkaMassenzio, in quanto gli mwbkeEquites singulares si erano schierati al fianco di Massenzio.

Erano organizzati in mwbkmalae di cavalleria, con ciascuna ala divisa in 16 mwbkqturmae da 32 uomini, 16 mwbkudecurioni, un decurione mwbkyprinceps, e comandate da un mwbkcpraepositus consulariscite-ref-dixon-southern31-79-1[79] per un totale di 512 cavalieri. Il loro numero potrebbe essere stato raddoppiato a 1.000 uominicite-ref-dixon-southern31-79-2[79] sotto mwblaDiocleziano.cite-ref-lebohecdioclepp-41-42-93-0[93]

Per poter diventare mwblyequites singulares occorreva aver maturato un'esperienza di almeno cinque anni negli altri reparti dell'esercito, il servizio durava complessivamente venticinque anni, mentre sembra non abbiano ricevuto alcuna paga mwblcextra rispetto alle mwblgalae ci cavalleria.cite-ref-dixon-southern31-79-3[79] Gli mwbl0equites singulares erano reclutati solitamente tra le mwbl4alae ausiliarie, mentre l'etnia prevalente era dapprima germanica, successivamente a partire da mwbl8Settimio Severo, in maggioranza fu composta da mwbmaPannoni, mwbmeDaci e mwbmiTraci. Con il reclutamento i soldati ottenevano automaticamente la mwbmmcittadinanza romana con tutti i relativi benefici che questa comportava e questo sta ad indicare la volontà dell'imperatore di avvalersi di una forza d'élite efficace e fidata.

Il terzo secolo

A partire dal principato di mwbmgMassimino il Trace aumentò ulteriormente l'importanza della cavalleria di origine mwbmkgermanica e mwbmocatafratta di origine mwbmssarmata, arruolata dopo aver battuto queste popolazioni durante le guerre del mwbmw235-mwbm0238. L'importanza della cavalleria andava così delineandosi a partire da questo imperatore, ancor prima della vera e propria riforma operata da mwbm4Gallieno. La preminenza della cavalleria se da un lato andava ad accentuare il carattere di maggior mobilità e "riserva strategica" del nuovo esercito romano nel suo complesso, dall'altra riduceva le sue caratteristiche di esercito di "mwbm8confine o sbarramento" che ne aveva caratterizzato il periodo precedente fin dai temi di mwbnaAdrianocite-ref-94[94].

La riforma di Gallieno

L'imperatore mwbn4Gallieno (mwbn8253-mwboa268), resosi conto dell'impossibilità di proteggere contemporaneamente tutte le province dell'impero, solo con una frontiera lineare, sviluppò una pratica che era iniziata verso la fine del mwboeII secolo sotto mwboiSettimio Severo (con il posizionamento di una legione, la mwbomlegio II Parthica, a pochi chilometri da mwboqRoma), ovvero una riserva strategica di soldati ben addestrati pronti ad intervenire dove serviva nel minor tempo possibile. In accordo con queste considerazioni, Gallieno attorno agli anni mwbou264-mwboy268 o forse poco prima,cite-ref-95[95], costituì questa riserva strategica centrale (che sarà alla base della futura riforma dell'esercito di mwbosDiocleziano), formata prevalentemente da unità di cavalleria pesante dotate di armatura (i cosiddetti mwbowpromoti, tra cui spiccavano gli mwbo4equites Dalmatae, gli mwbo8equites Mauricite-ref-96[96] et Osroeni), poiché questi percorrevano distanze maggiori in minor tempo della mwbpqfanteria legionaria o mwbpuausiliarie. Ed ogni volta che i barbari sfondavano il mwbpymwbpclimes e s'inoltravano nelle province interne, la "riserva strategica" interveniva con forza dirompente.cite-ref-97[97] La base principale scelta da Gallieno per la nuova armata, fu posta a mwbpwMilano, punto strategico equidistante da mwbp0Roma e dalle vicine mwbp4frontiere settentrionali di mwbp8Rezia e mwbqaNorico. Si trattava di un'iniziativa resasi necessaria dalla perdita degli mwbqeAgri decumates tra il mwbqiReno ed il mwbqmDanubio, che aveva portato i vicini mwbqqGermani a trovarsi più vicini alla penisola italica, centro del potere imperiale.cite-ref-98[98]

I generali che comandavano questa forza, quindi, avevano nelle loro mani un potere incredibile e non è un caso che futuri augusti o usurpatori della porpora imperiale, come mwbqoAureolocite-ref-zosimo40-1-99-0[99] o mwbq8Aureliano, abbiano ricoperto questo incarico prima di diventare imperatori.cite-ref-100[100] Una predisposizione per la cavalleria dunque, che riguardava non solo le forze ausiliarie ed i numeri ma anche le mwbrqlegioni, dove il numero di cavalieri passò da 120 a 726 per legione. Sembra infatti che Gallieno abbia aumentato il contingente di cavalleria interno alla mwbrulegione stessa, portandolo da soli 120 cavalieri a 726, dove la prima mwbrycoorte era composta da 132 cavalieri, mentre le altre nove di 66 ciascuna. Questo incremento fu dovuto proprio alla necessità di avere un mwbrcesercito sempre più "mobile".cite-ref-101[101]cite-ref-dixon-southern27-28-102-0[102]

I cunei o cunei equitum

Sembra che questo genere di unità di cavalleria fu costituita nel corso del mwbsqIII secolo. Era in sostanza similare ai mwbsumwbsynumeri, quindi con marcate connotazioni etniche, ma a differenza di questi ultimi, sembra si differenziasse proprio per la caratteristica di utilizzare solo reparti di truppe montate a cavallo.cite-ref-dixon-southern32-76-1[76]

Il tardo impero

La vera riforma militare operata da mwbs8Diocleziano fu quella di nominare, come suo vice (in qualità prima di mwbtamwbtecesare e poi di co-mwbtiaugusto), un valente ufficiale di nome mwbtmMarco Aurelio Valerio Massimiano (mwbtq285-mwbtu286), formando così una diarchia in cui i due imperatori si dividevano su base geografica il governo dell'impero e la responsabilità della difesa delle frontiere e della lotta contro gli usurpatori.cite-ref-103[103] Tale sistema, concepito da un soldato come Diocleziano, non poteva che essere estremamente gerarchizzato.cite-ref-104[104]

Data la crescente difficoltà a contenere le numerose rivolte all'interno dell'impero, nel mwbt8293 si procedette a un'ulteriore divisione funzionale e territoriale, al fine di facilitare le operazioni militari: Diocleziano nominò come suo cesare per l'oriente mwbuaGalerio e Massimiano fece lo stesso con mwbueCostanzo Cloro per l'occidente. Nell'ambito della cavalleria ci furono poi importanti riforme collegate a questa nuova divisione dei territori imperiali, operate anche dal suo successore mwbuiCostantino I.

Vexillationes di cavalleria

mwbu4Diocleziano riorganizzò l'esercito, uscito dalla grande mwbu8crisi del III secolo, comprendendo quale importanza ora rivestissero le forze di cavalleria. Egli, infatti, trasformò la "riserva strategica mobile" introdotta da mwbvaGallieno (di sola cavalleria) in un vero e proprio "esercito mobile" detto mwbvemwbvicomitatus,cite-ref-105[105] nettamente distinto da un "esercito di confine". Qui nel mwbvccomitatus, costituito da due mwbvgmwbvkvexillationes di cavalleria (tra mwbvoPromoti e mwbvsComites), e tre mwbvwlegiones (mwbv0mwbv4Herculiani, mwbv8mwbwaIoviani e mwbweLanciarii), ebbero ancora grande importanza le forze di cavalleria (mwbwivexillationes), che, ricordiamo, al tempo di mwbwmGallieno ne costituirono l'intera "riserva strategica mobile"cite-ref-106[106].

mwbwkCostantino completò la riforma militare di Diocleziano, suddividendo l'"esercito mobile" in "centrale" (unità mwbwomwbwspalatinae) e "periferico" (unità mwbwwmwbw0comitatenses)cite-ref-107[107]. In genere le unità mwbxipalatinae costituivano l'esercito dedicato ad una intera mwbxmPrefettura del Pretorio, mentre le unità mwbxqcomitatenses costituivano l'esercito dedicato ad una singola mwbxuDiocesi nell'ambito della Prefettura.

Le scholae

La mwbyimwbymSchola Palatina era una unità di cavalleria d'élite dell'esercito del tardo mwbyqImpero romano, al diretto comando dell'imperatore, di cui costituivano la guardia. Le mwbyuscholae palatinae furono istituite all'inizio del mwbyyIV secolo, per opera di mwbycDiocleziano o di mwbygCostantino I, il quale sciolse l'antica mwbykguardia imperiale dei mwbyoPretoriani. Le mwbysscholae furono poi divise tra l'mwbywImpero romano d'Occidente e mwby0d'Oriente: le prime, in quanto guardia imperiale, furono sciolte da mwby4Teodorico il Grande (continuarono ad esistere, forse come guardie cittadine di mwby8Ravenna, fino al mwbzaVI-mwbzeVII secolo), le seconde sopravvissero fino al tardo mwbziXI secolo, quando scomparvero durante il regno di mwbzmAlessio I Comneno.

Ogni mwbzuschola era una unità di cavalleria, composta, all'epoca di mwbzyGiustiniano I (VI secolo), da 500 cavalieri,cite-ref-108[108] reclutati soprattutto tra le mwbzstribù mwbzwgermaniche:cite-ref-109[109] mwbaeFranchicite-ref-110[110] e mwbayAlamanni nella mwbacparte occidentale dell'impero e mwbagGoti in mwbakquella orientale.cite-ref-111[111]

Ogni mwba8schola era comandata da un mwbbatribuno, poi successivamente al V secolo da un mwbbemwbbicomes scholarorum, che aveva sotto il suo diretto commando un certo numero di ufficiali anziani detti mwbbmdomestici o mwbbqprotectores.cite-ref-112[112] Se all'inizio de IV secolo erano elencate tre unità, nel V secolo la mwbbkmwbboNotitia dignitatum elenca mwbbssette mwbbwscholae nella parte orientale dell'Impero e cinque in quella occidentale.cite-ref-113[113]

I cavalieri catafratti

E se si ricordano solo poche unità di mwbcumwbcyCataphractarii nell'mwbccesercito del mwbcgPrincipato (fino al mwbck284), furono invece assai più numerose quelle nel mwbcotardo Impero romano, soprattutto in Oriente. Se ne registrano ben 19 unità secondo la mwbcsmwbcwNotitia Dignitatum, una delle quali era una mwbc0schola, reggimento di guardie a cavallo imperiale. Tutte queste unità, tranne due, appartenne al mwbc4mwbc8Comitatus, con una minoranza tra i mwbdaComitatensi palatini, mentre ci fu solo un'unità militare di arcieri catafratti.

| Forze militari | Quartier generale | Nome dell'unità (* = élite palatini grado) | N. delle unità | N. degli effettivi** |
|---|---|---|---|---|
| | Bisanzio | Schola scutariorum clibanariorum* [ 115 ] | 1 | 500 |
| COMITATUS PRAESENTALIS I [ 116 ] | Nicea | Comites clibanarii* Equites cataphractarii Biturigenses Equites I clibanarii Parthi | 3 | 1,500 |
| COMITATUS PRAESENTALIS II [ 117 ] | Adrianopoli | Equites Persae clibanarii* Equites cataphractarii Equites cataphractarii Ambianenses Equites II clibanarii Parthi | 4 | 2,000 |
| COMITATUS ORIENTIS [ 118 ] | Antiochia | Comites cataphractarii Bucellarii iuniores Equites promoti clibanarii Equites IV clibanarii Parthi Cuneus equitum II clibanariorum Palmirenorum | 4 | 1,750 |
| COMITATUS THRACIAE [ 119 ] | Marcianopoli | Equites cataphractarii Albigenses | 1 | 500 |
| LIMES THEBAIDOS [ 120 ] | Thebes | Ala I Iovia cataphractaria | 1 | 250 |
| LIMES SCYTHAE [ 121 ] | | Cuneus equitum cataphractariorum | 1 | 250 |
| TOTALE ORIENTE | | | 15 | 6,750 |
| | | | | |
| COMITATUS PRAESENTALIS [ 122 ] | Milano | Comites Alani* Equites sagitarii clibanarii | 2 | 1,000 |
| COMITATUS AFRICAE [ 122 ] | Cartagine | Equites clibanarii | 1 | 500 |
| COMITATUS BRITANNIARUM [ 123 ] | Londra | Equites cataphractarii iuniores | 1 | 500 |
| TOTALE OCCIDENTE | | | 4 | 2,000 |

mwbny** mwbncIpotizzando 500 armati effettivi in un'unità del mwbngmwbnkcomitatus, e 250 per i mwbnomwbnslimitanei

Note

cite-note-livioviii-8-3-11. mwboiLivio, mwbommwboqAb Urbe condita libri, VIII, 8, 3.
cite-note-plutarco13-1-22. mwbogPlutarco, mwbokVita di Romolo, 13, 1.
cite-note-33. Scheidel, W., 1996, "Measuring Sex, Age and Death in the Roman Empire" mwbo0Journal of Roman Archaeology Supplementary series no. 21, Chapter 3.
cite-note-dionigi4-16-2-5-44. mwbpeDionigi d'Alicarnasso, mwbpiAntiquitates Romanae, 4, 16, 2-5.
cite-note-55. mwbpyTito Livio, mwbpcmwbpgAb Urbe condita libri, I, 43.
cite-note-polibiovi-25-3-66. mwbp4Polibio, mwbp8mwbqaStorie, VI, 25, 3.
cite-note-polibiovi-25-4-77. mwbqqPolibio, mwbqumwbqyStorie, VI, 25, 4.
cite-note-88. mwbqoMarco Terenzio Varrone, mwbqsmwbqwDe lingua Latina, V, 81 e 89.
cite-note-defrancisci57-99. mwbriPietro De Francisci, mwbrmSintesi storica del diritto romano, p.57.
cite-note-1010. mwbrcSmith, William mwbrgA Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875 - voce mwbrkTribunus.
cite-note-plutarco20-1-1111. mwbr0Plutarco, mwbr4Vita di Romolo 20, 1.
cite-note-plutarco26-2-1212. mwbsiPlutarco, mwbsmVita di Romolo, 26, 2.
cite-note-livio1-15-1313. mwbscTito Livio, mwbsgmwbskAb Urbe condita libri, I, 15.
cite-note-1414. mwbs0Plutarco, mwbs4Numa, 7, 8.mwbs8Zonara, mwbtaEpitome Historiarum, 7, 5.
cite-note-livioi-36-2-1515. mwbtqLivio, mwbtumwbtyAb urbe condita I, 36, 2.
cite-note-livioi-36-6-8-1616. mwbtwLivio, mwbt0mwbt4Ab urbe condita I, 36, 6-8.
cite-note-1717. mwbuiFesto, mwbumDe verborum significatu, mwbuqsex suffragia(452).
cite-note-1818. mwbugFesto, mwbukDe verborum significatu, sex suffragia(452); mwbuoCicerone, mwbusDe re pubblica, 2, 22, 39-40.
cite-note-1919. mwbu8Livio, mwbvamwbveAb urbe condita libri I, 43.
cite-note-defrancisci58-2020. mwbvuPietro De Francisci, mwbvySintesi storica del diritto romano, p.58.
cite-note-2121. mwbvoLivio, mwbvsmwbvwAb urbe condita libri I, 43, 8-10.
cite-note-referencea-2222. mwbwaDionigi d'Alicarnasso, mwbweAntiquitates Romanae, 4, 19, 1-2.
cite-note-connollygreece95-2323. P. Connolly, mwbwuGreece and Rome at war, p. 95.
cite-note-connolly126-128-241. P. Connolly, mwbwkGreece and Rome at war, pp. 126-128.
cite-note-livioviii8-14-2525. mwbw0Livio, mwbw4mwbw8Ab Urbe condita libri, VIII, 8, 14.
cite-note-polibiovi-19-1-2-2626. mwbxmPolibio, mwbxqmwbxuStorie, VI, 19, 1-2.
cite-note-cascarinoi-71-2727. G.Cascarino, mwbxkL'esercito romano. Armamento e organizzazione, Vol. I: mwbxoDalle origini alla fine della Repubblica, p. 71.
cite-note-2828. mwbx4Tito Livio, mwbx8mwbyaAb Urbe condita libri, II, 20.
cite-note-polibiovi-20-8-9-2929. mwbyqPolibio, mwbyumwbyyStorie, VI, 20, 8-9.
cite-note-3030. mwbyoPolibio, mwbysmwbywStorie, VI, 25, 1-2.
cite-note-polibiovi-25-7-3131. mwbzaPolibio, mwbzemwbziStorie, VI, 25, 7.
cite-note-polibiovi-25-10-3232. mwbzyPolibio, mwbzcmwbzgStorie, VI, 25, 10.
cite-note-polibiovi-25-5-6-3333. mwbzwPolibio, mwbz0mwbz4Storie, VI, 25, 5-6.
cite-note-polibiovi-25-9-3434. mwb0iPolibio, mwb0mmwb0qStorie, VI, 25, 9.
cite-note-polibiovi-26-7-3535. mwb0gPolibio, mwb0kmwb0oStorie, VI, 26, 7.
cite-note-polibiovi-39-13-15-3636. mwb04Polibio, mwb08mwb1aStorie, VI, 39, 13-15.
cite-note-372. A. Goldsworthy, mwb1qStoria completa dell'esercito romano, pp. 26-27.
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cite-note-dixon-southern21-3939. K. Dixon & P. Southern, mwb2aThe roman cavalry, p. 21.
cite-note-4040. P. Connolly, mwb2qL'esercito romano, p. 26.
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cite-note-dobson214-4242. Brian Dobson, in mwb3yGreece and Rome at war a cura di P. Connolly, p. 214.
cite-note-4343. Alessandro Milan, mwb3oLe forze armate nella storia di Roma Antica, Roma, 1993, p. 98.
cite-note-4444. mwb34Cesare arruolò ad esempio 4.000 galli della tribù degli mwb38Edui nel mwb4a58 a.C. (mwb4emwb4iDe bello Gallico, I, 15).
cite-note-4545. E. Abranson e J.P. Colbus, mwb4yLa vita dei legionari ai tempi della guerra di Gallia, Milano, 1979, pp. 20-21.
cite-note-cesare7-65-4646. Cesare, mwb4wmwb40De bello Gallico, VII, 65.
cite-note-4747. Abranson e Colbus, mwb5eLa vita dei legionari ai tempi della guerra di Gallia, Milano, 1979, p. 22.
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cite-note-field10-4949. N. Field & A. Hook, mwb5wRoman auxiliary cavalryman. AD 14-193, Oxford, 2006, p. 10.
cite-note-5050. N. Field & A. Hook, mwb6aRoman auxiliary cavalryman. AD 14-193, Oxford, 2006, pp. 13-14.
cite-note-field15-16-5151. N. Field & A. Hook, mwb6yRoman auxiliary cavalryman. AD 14-193, Oxford, 2006, pp. 15-16.
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